Home » Recensioni » Vincent deve morire (2024): e noi a Vincent lo menamo!

Vincent deve morire (2024): e noi a Vincent lo menamo!

Devo ringraziare di cuore l’organizzazione della Echogroup, che attraverso una collaborazione con la I Wonder Pictures, sta distribuendo in uno strambo Paese a forma di scarpa questo “Vincent doit mourir”. Infatti qualche sera fa ho potuto prendere parte all’anteprima di questo film, in sala dal 30 Maggio, ma visto che ho potuto fare da avanguardia (grazie ancora!), ne scrivo più che volentieri qui sulla Bara, anche se non ho ben capito il giro che sta facendo questo titolo.

Presentato all’ultimo Torino Film Festival, il film d’esordio di Stéphan Castang parte da una premessa semplicissima, una di quelle che anche io posso riassumere con poche parole e che allo stesso tempo riescono a “vendere” la trama a chiunque.

Pensate un po’? Il protagonista del film si chiama Vincent, lo avreste mai detto? Nella prima scena sta già facendo delle gaffe, che passano in secondo piano mentre un collega gli sta raccontando un sogno, importante ai fini dello sviluppo ma roba normale in questo ufficio di Lione, dove il nostro titolare di pellicola lavora come grafico, quando di colpo e senza motivazioni, viene aggredito da uno stagista, evidentemente sotto pagato aggiungo io. Episodio assurdo e senza spiegazioni, che potrebbe essere una storia tutta matta da raccontare agli amici, se non fosse che il giorno dopo Vincent viene nuovamente aggredito, pugnalato alla mano da un altro collega, quindi la domanda è lecita: Vincent lavora nel mio stesso ufficio? No perché la cordialità dei suoi colleghi mi ricorda qualcosa.

Lunedì mattina, subito dopo la sveglia. Avete presente la sensazione no?

Da qui in poi gli eventi nella vita di Vincent vanno di male in peggio, gli attacchi continuano, anche da parte di estranei, non armati di cucchiaio purtroppo, ma di ogni estrazione sociale, età, sesso, religione e probabilmente fede calcistica, uniti in un solo comune intento, menare Vincent nemmeno fosse che so… Mario.

Iniziamo dall’elefante al centro della stanza, anche Romero aveva scritto una storiella, in linea di massima famosina, in cui la sua metaforica minaccia si scatenava senza alcuna spiegazione, se siete amanti delle trama cartesiane, quelle dove vi viene illustrato e spiegato TUTTO, ecco lasciate perdere, il regista Stéphan Castang crea una bella atmosfera plumbea in cui non solo gli altri sono l’inferno – nel vero senso della citazione – ma dove la sensazione di disastro è imminente, se non già avvenuto, anche se Dumbo qui, si riassume più che altro nel materiale promozionale che mi è stato consegnato, dove si parlava ovviamente di Romero e di beh, anche John Carpenter. Vado ad illustrare.

Lunedì mattina, cinque minuti dopo il caffè in ufficio.

l’elemento veramente Carpenteriano di questo film? Lo sceneggiatore Mathieu Naert, uno di noi, perché ha genuinamente ammesso che senza Carpenter, non si sarebbe mai interessato al cinema (storia vera), quindi per certi versi ha reagisto sfornando un titolo a sua volta paragonato a Carpenter, una sorta di It follow con target decisamnete meno adolescenziale.

Non avete anche voi l’impressione che le persone siano sempre più incazzate? Ve lo dico io sì, da sempre, è la razza umana bellezza e tu non ci puoi fare niente (quasi-cit.), ma in epoca recente vi sentite di indicare un momento in cui l’incazzatura generale nell’aria si è diffusa, esplodendo come beh, una pandemia? Ecco bravi, avete centrato il punto, perché proprio di questo parla il METAFORONE di “Vincent deve morire”.

Quando vedi il METAFORONE nello specchietto retrovisore.

Stéphan Castang con questa storia avrebbe potuto giocarsela facile, puntando tutto su aggressioni sempre più grafiche e violente, invece preferisce creare un senso di minaccia molto riuscito, tutto sulle spalle di quel povero Cristo di Karim Leklou, il protagonista che sembra trovare un po’ di sollievo dal suo temere schiaffoni volanti da ogni sconosciuto per strada, in una cameriera di Fast Food di nome Margaux (Vimala Pons), personaggio ben recitato ma forse un po’ troppo abbozzato nel suo sviluppo, anche se oh! Avercene di film d’esordio in grado di caricarsi sulla spalle il metaforone di questa manciata d’anni post pandemici, per cercare di trasformare quella palpabile rabbia nell’aria in materiale cinematografico.

Vi assicuro che il cane ha anche una funzione narrativa importante, non è solo figo.

Difetti? Una certa sensazione, oltre che di minaccia, di titolo da film festival, non a caso è passato anche da Cannes, quindi Romero e Carpenter ci sono, ma più nello spirito che nella “ciccia” da mordere, perché un certo senso di incompiutezza rimane, anche se devo dire che la capacità del film di cogliere una sensazione così effimera, eppure allo stesso tempo radicata nella nostra società (e nella natura umana), me lo ha reso una visione molto interessante.

Perché proprio come il protagonista, pesto, livido e senza uno straccio di risposta, ci ritroviamo a guardare sul grande schermo un mondo che conosciamo fin troppo bene, perché ehi, ci viviamo. Quindi la prossima volta che qualcuno vi manderà a quel Paese (il Lussemburgo?) per strada senza troppe motivazioni, capirlo Vincent non sarà poi tanto difficile.

Per il resto, io apprezzo sempre chi manifesta il suo amore per John Carpenter come ha fatto qui lo sceneggiatore Mathieu “Uno di noi” Naert, ma non aspettatevi scazzottate di più di cinque minuti in un vicolo, in ogni caso, se pensate che questa storia possa fare per voi, dal 30 maggio corrente anno, la troverete anche nelle nostrane sale, nel caso sapete cosa fare, oppure, nel caso aveste bisogno di una seconda opinione, passate a trovare Genius.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. Ovvio che voglio vederlo, come premessa mi ricorda un racconti Matheson letto giusto qualche tempo fa, dove un uomo si trovava nella stessa situazione.

    • Se ricordi Maestro Matheson, va sempre bene 😉 Cheers

  2. Ho letto parecchie recensioni positive su questo film, spero che venga distribuito decentemente e non in poche sale

    • Vedremmo, almeno ha una data d’uscita, non è poco. Cheers!

  3. Un plauso alla citazione musicale del titolo: lo ska e lo scazzo dei “Latte e i suoi derivati” ha sempre un suo perché. O forse è che mi ricorda quand’ero molto più giovane 🙂

    • Latte e i suoi derivati vanno citati, sempre! 😉 Cheers

  4. Perché tutti ce l’hanno con Vincent? Forse gli stanno dando anche la colpa di come viene (mal)distribuito il film? 😉 Ad ogni modo, con le sue “ascendenze” carpenteriane, è sicuro che lo terrò bene d’occhio (e il protagonista mi sa tanto di capro espiatorio elevato all’ennesima potenza, preda di una disumana società capace soltanto di trovare un untore a cui dare la colpa dei PROPRI mali, senza mai prendersi nessuna responsabilità)…

    • Per fortuna almeno questo arriverà e ha anxhe una data di uscita 😉 Cheers

  5. Posso dire che di sicuro non ne siamo usciti migliori.
    Ma proprio per niente.
    A certa gente quel periodo ha fatto MALISSIMO.
    Aggiungiamo poi il senso di incertezza generale, ma…non so te, ma certe volte ti prudono davvero le mani. E avresti una gran voglia di distribuire schiaffazzi a random.
    Si fa per ridere, eh. Ma ci si dovrebbe dare tutti quanti una calmata. Davvero.
    Tornando al film sembra interessante, spero di beccarlo prima o poi.
    Per la cronaca, il corto del cucchiaio mi ha fatto morire🤣

    • Quel corto è Leggenda 😉 Cheers

  6. Carabara, ricordo vagamente un racconto di Asimov in cui gli alieni creano e diffondono le barzellette sul ns pianeta per un esperimento di cui non ricordo le finalità. Più o meno. Uno dei ns stagisti deve averlo letto perchè qualche tempo fa si è presentato ad una riunione e ha proposto di investire in un pilota x la piattaforma di cui tento una sintesi: in un futuro non troppo remoto la solita IA senziente si annoia e decide di viaggiare indietro nel tempo, seminando triggers apparentemente innocui come il tappo di plastica vincolato alla bottiglietta o la doggy bag a pagamento negli all you can eat o il tempo di cottura della pasta scritto in piccolo sulla confezione per far salire il grado di nevrosi nella atmosfera del pianeta e portare l’umanità ad una esasperazione tale x cui si accelerano le ricerche sulla possibilità di raggiungere le superterre via wormholes. IA è sicura che questo porterà il virus senziente e sragionante conosciuto come essere umano a lasciare la Terra, ma quando torna nel suo tempo scopre che le superterre sono diventate discariche per tappi di plastica e fusilli scotti. Ci vedo anche altra roba anche recente come quel film con Meryl Streep uccisa da un alieno molto lontana da casa, ma sai quante sono le note…ciao ciao

    • Non dovessero darti il via libera per un film, potresti sempre giare il soggetto ad Hulu, ci vedo una gran puntata di “Solar Opposite” o al massimo di “Rick & Morty”. Cheers!

  7. Ahahah, grazie per la cit 🤣🥸 nemmeno io sto capendo la distribuzione di questo film, so però che mi è piaciuto molto e spero che regista e sceneggiatore ci regalino al più presto un’altra perla.

    • Presentato al TFF e a vari altri festival, ora è un esclusiva con embargo (scaduto il 10) che uscirà a fine mese, non ci ho capito niente, ma mi sono goduto il film la citazione ci stava tutta. Cheers!

Film del Giorno

Doctor Who – 1×04 – 73 Yards (2024): distanziamento sociale interdimensionale

Altro giro, altro episodio di Doctor Who che conferma che il nostro Dottore, forse a causa della fresca rigenerazione, o si ritrova con dei piedi fuori taglia, oppure ancora non [...]
Vai al Migliore del Giorno
Categorie
Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
Chi Scrive sulla Bara?
@2024 La Bara Volante

Creato con orrore 💀 da contentI Marketing