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Westworld – Stagione 2: Anche la noia fa parte della visita?

Aaah Westy Westy, cosa ci devo fare con te. No, davvero io
trovo incredibile la seconda stagione di questa serie, se già la prima aveva dei difetti evidenti, ma
tutto sommato grazie ad un crescendo finale dimostrava di avere qualcosa da
dire, per quanto mi riguarda la seconda stagione è stata una delusione quasi
totale.


Il ritmo non era certo il punto di forza della prima stagione di Westworld, ma qui
hanno davvero esagerato, sul serio voi non avete idea degli schiaffi che mi
sono dovuto dare in faccia, per cercare di restare sveglio guardando questa roba.
Per certi versi, la stagione due non cambia di molto la solfa, la trama non è
affatto male, anche se i buchi logici non mancano e sono sempre più evidenti,
ma tirando le fila di tutto, abbiamo un finale che è molto interessante in
prospettiva futura, ovvero per un’ipotetica stagione numero tre che arriverà di
sicuro, ma che onestamente non sono interessato a seguire, perché per arrivare
alla promessa: «La prossima stagione sarà bellissima!» tocca sopravvivere a
dieci episodi, più di dieci ore di due maroni così.
Un eterno, infinito e tedioso ciarlare capace di sfiancare
chiunque, abbiamo lasciato i nostri Androidi (anche se la maggior parte di loro
sono Ginoidi) alle prese con la loro rivolta ed è da qui che ricominciamo, certo
non mancano gli ospiti del parco uccisi malamente dai Robot non più schiavi,
qualcuno di questi rischia l’osso del collo impiccati in equilibrio precario su
una croce, ma non è certo una citazione a “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966)
che può smuovermi dal torpore, perché è chiaro che la serie HBO non ha
intenzione di mostrare dell’azione, ma i suoi due creatori Jonathan Nolan e
Lisa Joy, sono molto più interessati ad ammorbarci tutti sommergendoci sotto
una valanga di infinito bla bla bla.

“Le ho detto di leggere qualcosa nell’attesa, ma li ha già finiti tutti”, “Ma chi è Super Vicky?”.

Per altro, non so come siano riusciti ad ottenere dalla HBO
di rivestire quasi tutto il cast, sì, perché la prima stagione di Westworld era molto in linea con le attuali
produzioni del canale, ovvero un’orgia (che forse non è la scelta di parole più
azzeccate) di corpi nudi, chiappe al vento e nudismo assortito, invece qui è
calata la mano moralizzatrice ed insieme alla loro libertà i robot si
riprendono pure i vestiti, quindi se pensate di sopperire la mancanza di nudi
normalmente garantita da Giocotrono,
mi spiace, cascate male. Ve lo dico così lo sapete, non che io sia interessato,
eh!

Dopo essersi giocati l’asso della narrazione su due piani
temporali diversi che rappresentava il colpo di scena più riuscito della
stagione numero uno, qui si continua sullo stesso andazzo, mettete in
conto una storia che rimbalza continuamente dalla narrazione ambientata nel
presente a quella ambientata nel passato dei personaggi che, badate bene, è
ben diversa una dall’altra. Sì, perché nella narrazione presente i protagonisti
parlano, mentre nel passato, invece… Beh, parlano. Una differenza che definirei
abissale!

“Meno parlare più sparare!”.

Di che parlano? Delle Ricorrenze (le Reverie) o della mente
bicamerale? Ma va via tutta quella roba lì che è già troppo fantascientifica,
qui gli Androidi parlano della loro ribellione, insomma l’andazzo è chiaro, trasformare
questa serie ne Il pianeta delle scimmie, senza le scimmie, ma il problema
non è l’obbiettivo finale che, ammettiamolo, è anche molto interessante. No, il
problema è che qui sembrano tornati i tempi di LOST e, se non fosse chiaro, no, NON è un complimento.

Ho contato almeno cinque scene in cui qualcuno dei
personaggi si appresta a fare una rivelazione grossa sulla trama, seguite da
uno stacco di scena (se non proprio, la fine dell’episodio) in cui si passa a
parlare di qualunque altra cosa, lasciando cadere nel nulla la possibile
rivelazione, un continuo modo per spostare sempre un pochino più in avanti la
risoluzione del giallo con l’obbiettivo di trascinare il mistero
misterioso possibilmente in eterno.

Nell vita, trovate qualcuno che vi guardi, come Hopkins guarda il fegato di Ed Harris (pensando al Chianti con cui accompagnarlo).

Che, poi, io dico: ma è proprio necessario trasformare
Westworld in LOST? Cioè, parliamo di una serie ispirata ad un classico come Il mondo dei robot di Michael Crichton,
cos’era il bello di quello che per me resta ancora l’unico vero Westworld? Il
fatto di essere un Jurassic Park con
i Robot al posto dei dinosauri, ma anche un Terminator,
con Yul Brynner al posto di Arnold Schwarzenegger, cioè come ti viene in mente
di prendere una cosa del genere e farla diventare una serie basata sulla
chiacchiera, per quanto mi riguarda equivale ad uccidere il livello di
interesse di una storia.

Sul serio, verso metà stagione, con gli episodi cinque e sei
(“Akane no Mai” e “Phase Space”) e tutta la parte dedicata a Shogunworld, la
sezione del parco dedicata al Giappone feudale, ho avuto quello che gli
alcolisti chiamano il momento di lucidità (cit.), sto guardando una serie con
dei Robot che si ribellano agli umani, cowboy, indiani, pistoleri vestiti di
vero, Evan Rachel Wood ed ora arrivano pure i Samurai e la Mako Mori di Pacific Rim in versione geisha vendicativa
e, comunque, mi sto facendo due palle così! Dovrebbe essere considerato criminale
annoiare il pubblico accumulando tutte queste cose belle una accanto all’altra.

Rinko Kikuchi ci spiega come fare il saluto ufficiale della
Bara Volante.

Il problema principale della seconda stagione di Westworld
per me è che dopo i cinquanta e passa (sfiancanti) minuti di ogni episodio ti
ritrovi a pensare: “Ok, esattamente in questo episodio, cos’è accaduto?” A parte
un infinito ciarlare per me molto poco. Non a caso, gli episodi che ho
apprezzato di più sono quelli che a livello narrativo hanno qualcosa da dire, come
l’episodio 2×04 (The Riddle of the Sphinx) che vede protagonista Delos
incastrato in un’eterna ripetizione che mi ha fatto pensare ad una frase sul
tema che una volta Stephen King ha usato in uno dei suoi romanzi.

Ma anche l’episodio 2×08 (Kiksuya) che di suo porta avanti
pochissimo la trama principale, ma niente per niente ho preferito di gran lunga
questo episodio in cui la storia dell’Indiano Akecheta diventa la presa di
coscienza di tutti i robot, una drammatica storia d’amore senza speranza che
porta in scena tutta la crudeltà degli umani.

“Fist-Bro”, “Si dice Bro-Fist, torna a ripetizione da Rinko”.

Le trovate azzeccate non mancano e bisogna dire che la
recitazione e la messa in scena di ogni episodio è davvero ottima, Evan Rachel
Wood nei panni di Dolores e Jeffrey Wright in quelli di Bernard hanno il
compito di fare i Magneto e Xavier della situazione, inoltre senza farvi troppe
rivelazioni, Jonathan Nolan e Lisa Joy si giocano bene la possibilità offerta
dalla storia di scambiare di corpo i propri personaggi, motivo per cui quando
questa serie cerca di fare un minimo di fantascienza, avrebbe anche i numeri
per farlo, ma è chiaro che l’intento sia altrove, le sirene di un nuovo LOST sono sempre dietro l’angolo, specialmente
se hai il maledetto GIEI GIEI Abrams e la sua “Bad Robots” tra i produttori.
Parlare male di GIEI GIEI una volta al giorno, anche per oggi… Fatto!

Il cast è davvero ottimo, con i personaggi femminili in
netto controllo rispetto alle controparti maschili, Thandie Newton per una
buona porzione della serie sembra la protagonista assoluta, mentre Tessa
Thompson anche qui conferma il suo buon momento, ultimamente si vede sempre più spesso questa ragazza ed
è un andamento che pare destinato a continuare.
Trovo buffo, però, che forse la scena migliore di tutta la
serie, sia stata relegata dopo i titoli di coda, oppure è la dimostrazione di
intenti di questa Westworld 2, dico sempre che Ed Harris è un attore
straordinario, uno dei miei preferiti, qui il suo pistolero nero vestito è
troppo a lungo incastrato in una sottotrama con la figlia che annoia molto
prima di regalare qualche (poche) gioie. Il fatto che la scena in questione,
sia il più riuscito gancio con il film di Michael Crichton originale, mi fa capire che forse Jonathan Nolan e Lisa Joy hanno
già quasi terminato le idee, sì, certo lo scenario che si crea è
interessantissimo, ma altre dieci ore di questa roba io non credo proprio di
reggerle.

Se cercate immagini di Westworld 2 su Google, troverete solo gente che si punta la pistola alla testa, qualcosa vorrà dire no?

Insomma, per quanto mi riguarda questa seconda stagione di
Westworld è stata una delusione, sul serio, non puoi avere cowboy e samurai e
risultare così soporifera, mi tengo il mio Yul Brynner tutta la vita, chiamatemi
pure malinconico, ma sempre meglio che sprofondato nella noia più abissale di questa
roba!

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