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Winnie-the-Pooh – Blood and Honey (2023): effetto Nanni Moretti in azione

In questo momento,
gli appassionati del cinema horror sono diventati tutti dei piccoli Nanni
Moretti: mi si nota di più se parlo male di “Winnie-the-Pooh – Blood and Honey”
o se invece dico che è un bel film?Invochiamo Anders
Celsius e andiamo per gradi! Che ci sia una corsa agli armamenti per sfornare
versioni horror dei beniamini dell’infanzia, ormai è chiaro perché ne abbiamo
parlato anche qualche settimana fa. Un altro fatto sicuro è che nei
paesi extraeuropei, i diritti sui libri per bambini di A.A. Milne sono decaduti,
quindi ora Winnie e soci sono personaggi di pubblico dominio, su cui il regista,
sceneggiatore e produttore Rhys Frake-Waterfield ha messo per primo le sue
zampacce, accaparrandosi il barattolo del miele, con alcune limitazioni però,
occhio!

«Cazzo, io amo Winnie the Pooh. Piango ogni volta che leggo una sua citazione. Cazzo» (cit.)

Va bene utilizzare l’orso
Winnie Pooh, il maialino Piglet (Pimpi), il Gufo, il Coniglio e l’asinello
Eeyore (Ih-Oh), ma niente maglietta rossa per l’orsetto oppure scordatevi il tanto
amato Tigro, perché queste sono aggiunte eseguite dalla Disney e ancora
saldamente nelle loro mani, quindi per non ritrovarsi attaccati al campanello
di casa una squadra di avvocati della casa del topo (più spaventosi di molti
dei loro cattivi) Rhys Frake-Waterfield ha dovuto camminare sulle uova.

Un breve prologo
animato ci spiega che Christopher Robin ha lasciato la foresta dei 100 acri
per andare al college, i suoi amici dell’infanzia sono rimasti senza cibo e regrediti
ad uno stato animale (Piglet sembra Bebop, uno degli avversari delle Tartarughe Ninja) si sono mangiati Eeyore e
poi hanno covato vendetta contro il loro ex amichetto. Ora, io non vorrei
dirlo, ma la premessa è un po’ come se dopo il finale di Toy Story 3,
Woody e compagni abbandonati da Andy, si siano dati al cannibalismo, quindi
secondo me gli avvocati Disney stanno comunque già puntando versa la casa del
regista.

Avvocati di Kevin Eastman sul piede di guerra in tre, due, uno…

Da qui quello che
chiameremo “Effetto Nanni Moretti”, perché tutto quello che troverete della
favola che avete tanto amato, si riassume in queste poche righe, il resto di “Winnie-the-Pooh
– Blood and Honey” è uno slasher, con assassini mascherati e silenziosi, che
uccidono per propositi di vendetta contro Christopher Robin (Nikolai Leon)
rapito e incatenato, dopo aver fatto l’errore di portare la sua ragazza in
visita al boschetto della sua fantasia, per una rimpatriata tra amici, non più
amichevoli. Ed ora che ci penso, morti ammazzati a parte, la trama sembra
proprio quella di “Ritorno al bosco dei 100 acri” (2018) con Ewan McGregor.
Quindi se fossi nel registi cambierei nome, casa e possibilmente anche faccia.

A gamba tesa nella
storia, entrano la solita banda di smandrappate, i cui nomi non vale nemmeno la
pena citare perché si alternano tra tutta la gamma dei cliché degli Horror, composte da un
gruppo di ragazze che per far riprendere la loro amica da una brutta esperienza
con uno spasimante troppo invadente, hanno la pensata di portarla in vacanza
nel bosco dei 100 acri, perché a nessun protagonista di un horror e mai successo
qualcosa di brutto andando con gli amici in un chalet, vero!?

«A me non piaceva nemmeno Winnie-the-Pooh! Io preferivo Peter Pan!»

“Effetto Nanni Moretti”
in azione, il film non è quello che mi aspettavo quindi lo demolisco? Pare di
si visto che sul famigerato aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes (per chi
ancora lo caga) il film si sia beccato in tempi record un non proprio
ragguardevole 4% che posso dirlo? È tutta pubblicità gratuita per il film.

Personalmente avevo
curiosità ma non aspettative, pensavo che mi sarei fatto al massimo quattro
risata sulla base di un soggetto tutto matto, in realtà “Winnie-the-Pooh –
Blood and Honey” è uno slasher ad alto tasso di emoglobina, con martellate e teste spaccate passandoci sopra con l’auto, che se avessi visto iniziato, perdendomi
il prologo animato, avrei considerato un capitolo a caso di “Wrong turn” con
gli assassini conciati da animali, anche perché riconoscere l’orsetto Winnie in
tutto quel buio è anche complicato.

Winnie vive la sua vita un quarto di barattolo di miele alla voglia.

Quindi tra una tizia
popputa pescata dall’idromassaggio e passata a colpi di copertone dell’auto,
omicidi in piscina e altre trovate grondanti sangue, “Winnie-the-Pooh – Blood
and Honey” è un horror che non inventa nulla, svolge decentemente il suo compitino
e se non avesse avuto tutta questa storia pasticciata alle spalle (ad alto
rischio di causa legale), non avrebbe minimamente fatto parlare e in molti
avrebbero ignorato.

Se non avete mai
visto un horror in vita vostra, ben che meno di questa tipologia, potrebbe
anche stupirvi piacevolmente, certo va detto che Rhys Frake-Waterfield, veterano
di filmacci a basso se non bassissimo costo, tutto sommato ha messo su un film
dignitoso che almeno fornisce al pubblico il “blood” promesso dal titolo, se
eravate qui per il Winnie-the-Pooh della Disney però, comprendo l’effetto Nanni
Moretti che sta scatenando nei fanatici dei film dell’orrore.

Secondo voi in uno Slasher poteva mancare la popputa sacrificabile? Giammai!

Il problema principale
secondo me resta un altro: ma lo vogliamo dire che al momento, con tutti i suoi
difetti (tanti!) e i suoi pregi (NICOLAS “Fucking” CAGE) l’unico film pupazzoso
decente è Willy’s Wonderland che non è nemmeno ispirato ai personaggi
della nostra infanzia? Per ora tra questo film, il già citato lassù Malediction
e The Banana Splits Movie, questo filone degli horror tratti dall’infanzia, lo
vogliamo dire che mi sembra più una roba alimentata a colpi di “Social-cosi”
che altro?

Tranquilli, hanno già annunciato il seguito, con più sangue e più miele (ve lo scrivo qui, così sono sicuro che NON lo leggerete)

Anzi, vogliamo dirlo
che forse è bene non correre dietro agli orsetti e alle aspettative create in
rete? Però magari questo argomento me lo tengo nel taschino per giocarmelo tra
qualche settimana, quando la caccia all’orso sarà il tema caldo per gli
appassionati di horror.

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  1. Non ho problemi a dire che questo film per me sia uno dei peggior horror della storia, ridicolo in alcune scene (quello dell’inseguimento in piscina ad esempio), pieno di cliché, senza alcuna inventiva.
    Ha tirato su un po’ di hype per le premesse e per l’uso del nome Winnie Pooh.
    Il Bosco 1, al confronto, è un gioiello

    • Almeno “Il Bosco 1” fa (involontariamente) ridere, questo no, anzi è anche vagamente misogino, ben più di quanto non si attribuisca al genere Slasher. Cheers!

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