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Witchfinder vol. 3 – I misteri delle non-terre: La nuova indagine di Sir Edward Grey

Tra i tanti
personaggi nati sulle pagine di Hellboy,
e poi diventati protagonisti di una porzione del Mignolaverso, un ruolo
speciale lo ricopre Sir Edward Grey, il cacciatore di streghe, le cui avventure
soliste sono giunte al terzo volume.

Questa volta il
nostro baffuto indagatore dell’incubo del XIX secolo, viene inviato nella
cittadina di Hallam, per fare luce sulla morte di un ufficiale della corona. Giunto
nel nebbioso paesello, Sir Edward Grey si imbatte in una serie di strambi
eventi, tutti in qualche modo collegati con le paludi che sorgono in prossimità
di Hallam, o per chiamarle con il nome con cui i locali le hanno ribattezzate
le non-terre.
Bisogna dire che
Hallam non è proprio un posto molto ospitale, i locali hanno un aspetto strano,
persino i bambini che giocano sfoggiano un paio di occhioni tondi e neri più
simili a quelli di un pesce che a quelli di un umano, insomma un posticino in
cui potrebbero andare in vacanza solamente gli appassionati delle storie di HP
Lovecraft.


Cartoline da Hallam, posto ideale per chi soffre di reumatismi.

Ai testi di
questa indagine umidiccia, troviamo Kim Newman e Maura McHugh due romanzieri
specializzati in horror, basta dire che Newman è famoso per il romanzo “Anno
Dracula” del 1992, che mescola vampiri, storia alternativa e personaggi storici
e letterari del XIX secolo.

L’indagine di Sir
Edward Grey ha il tema ricorrente delle anguille, persino l’Hotel dove il
nostro è ospite si chiama “l’Anguilla di vetro” ed è arredato tutto a tema. Interessante notare che l’ultima storia dagli spunti quasi Lovecraftiani in
cui mi sono imbattuto, il film di Gore Verbinski La cura dal benessere, sfruttava gli stessi viscidi animali per
mandare a segno le scene horror più azzeccate.


“Il capitone mi fa schifo pure soffritto, figuriamoci ancora vivo”.

Tutti gli
abitanti di Hallam si rivelano essere degli ibridi umano-anguilla, e qui il
disegnatore, il solito bravissimo Tyler Cook, veterano di tanti numeri di B.P.R.D. si scatena regalandoci una serie
di creature dalla fisionomia impossibile, e tutte piuttosto inquietanti, come
il poliziotto alla guida della carrozza, per non parlare del palombaro uscito
dalle acque della palude, in quella che è forse la scena più splatter di tutto
il volume.

Newman e McHugh
imprimono alla storia una bella aria pesante, ho trovato davvero riuscita la
scena del povero vecchio incastrato nel letto, creduto pazzo e rincoglionito
da tutti. A Tyler Cook basta una cinematografica inquadratura alla bambola in
stile voodoo depositata sotto il letto dell’uomo, a farci capire che il nostro Sir
Edward Grey rischia di finire dritto nella più classica delle trappole (“It’s a trap!” cit.), solo
per aver ignoralo l’unico abitante della città che le ha provate tutte pur di
avvisarlo del pericolo.


Escludete pure l’opzione di chiedere aiuto alla polizia.

Insomma tra i volumi
dedicati all’indagatore con il cognome da tè, questo è forse quello che ho
apprezzato più di tutti, anche grazie ad una gradita apparizione finale. Nelle ultime
pagine Newman e McHugh ci mostrano la cittadina di Hallam ai giorni nostri, un
luogo dove gli ibridi tra umani ed esseri ittici non hanno più l’egemonia di un
tempo, e se pensate alla vasta gamma di personaggi sparsi per il Mignolaverso,
secondo voi chi potrebbe essere quello che nel suo viaggio attraverso l’America,
potrebbe essere interessato ad un cittadina con queste caratteristiche? Bravi proprio
il vecchio Abe Sapien.

Nel mio tentativo
di dare un minimo di ordine alle varie testate che compongono il Mignolaverse,
direi che questa apparizione di “Blue” è successiva a quella del suo ultimo
volume dedicato, il terzo per la precisione. Ma per capire come prosegue il viaggio di Abe sarà necessario
leggere i prossimi volumi di B.P.R.D. tranquilli, sono già sul mio comodino.
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