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Wolf Creek 2 (2015): Un Canguro morto a bordo strada…

Se dovessi dirvi cosa mi ha lasciato questo “Wolf Creek
2” direi: una lezione di Inglese mica male, ho imparato come insultare un
Inglese malamente in tanti modi differenti, se fossi nato Australiano ora sarei
uno specialista. Ma purtroppo non sono nato Australiano… Flashback!

Anno 2005, esce “Wolf Creek” e non so perché, ad un certo
punto tutti iniziano a parlarne bene, come se fosse uno di quei film che si deve aver visto per forza, siccome allora ero ancora una versione di me stesso che comprava
DVD per il gusto di farlo (vizio che ho archiviato, ora preferisco vedere tutti
i film) compro il DVD di “Wolf Creek” a scatola chiusa.
Arrivo a casa, lo guardo, ripongo il disco nella custodia.
Non credo di averlo mai più rivisto.
Non era un brutto film, faceva tutte le cose che facevano
gli Horror del 2005, solo che le faceva un pochino meglio della media, non
urlava metaforoni, faceva quello che sapeva fare meglio e si limitava a quello,
a fine film avevi visto una cosa più bellina della media, qualcosa che
prometteva bene per il futuro, certo, magari non meritava l’acquisto del DVD a
scatola chiusa, però c’era del potenziale…

Quel gran pazzarello di Mick Taylor celebre a suo modo il ritorno al cinema.
Resistendo alla tentazione del sequel nell’immediato, Greg McLean
si è lanciato a fare altre cose, cosa? Ah lo sapete voi? Io l’ho perso di
vista, ma qualcosa di sicuro avrà fatto no? Che so, la spesa? Un giro in auto
la domenica, che ne so, qualcosa…
Anno 2014, il sequel subito è arrivato… Non proprio
subito, 9 anni dopo, in uno strambo Paese a forma di scarpa anche dopo, nel
2015, giusto per non smentirci mai. Com’è? Eh, qui arriva la parte difficile…
“Wolf Creek 2” è uguale al primo film, lo
stesso protagonista interpretato da Mick Taylor Redneck/Slasher che odia i
turisti, ci sono gli stessi turisti stranieri dal buffo accento, la stessa
ambientazione, lo stesso cratere di Wolf Creek che sembra la versione senza acqua
del lago di Crystal Lake. Non ci sono riferimenti temporali, come se questi 9/10
anni non fossero mai passati , il che a ben pensarci, non è poi una grande
idea, soprattutto quando avresti potuto sfruttarla…
Mick Taylor dice cose tutte matte, puntando forte sul suo
accento da Aussie marcatissimo, non sembra nemmeno un remake di se stesso,
sembra proprio lo stesso film… Di nuovo!

“Questo è di NUOVO il mio coltello, l’ho preso in prestito da Mr. Crocodile Dundee”.
Penso che sia uno dei pochi casi in cui vedere un numero
2, prima del primo film, o addirittura vederli nell’ordine invertito, non cambierebbe
assolutamente nulla, non so se ho reso l’idea.
In sè il film non è nemmeno malaccio, io ho un po’ la
fissa per gli Australiani che si inseguono in macchina su quelle loro lunghe
strade dritte nel deserto, li hanno praticamente inventati loro gli inseguimenti in auto fighi su strade dritte nel deserto. Questo sequel ha la sfiga di
arrivare in sala nello stesso anno in qui un altro Australiano è tornato (benino)in sala. Il film fa di nuovo tutte le sue cose bene, non sporca troppo il
foglio, se non forse in un paio di scene, una di sicuro, tenetemi l’icona
aperta ci arrivo tra un po’…

Benvenuti in Australia, guidate con prudenza.
Il problema di “Wolf Creek 2” è una certa ostentazione,
si sottolineano le cose che nel primo film funzionavano, quindi ancora più
campi lunghi sull’Australia e il deserto, con le figure piccole da lontano,
ancora più Mick Taylor che dice tutte quelle cose matte-matte, nel suo accetto
matto-matto, più inseguimenti, più sbirri stronzi che muoiono male, più
dettagli sui macellamenti, più stranieri uccisi, qui addirittura una coppia
tedesca, che parla in Tedesco tra di loro, per metà film, sul serio,
praticamente monopolizzano metà film…
Questo sequel  non
aggiunge niente all’iconografia del Killer dell’Outback australiano,
semplicemente gli fa fare il matto per molti più minuti, il film intrattiene
anche abbastanza, è il classico Slasher dove non si fa il tifo per il cattivo,
ma nemmeno per le vittime, lo si guarda per vedere cosa succede e qui Greg
McLean sbraga…

“Quello laggiù deve essere McLean, oppure è il canguro più brutto che io abbia mai visto…”
Non riuscendo ad aggiornare il suo film del 2005 al 2015
(o non volendolo fare per nessuna ragione) il film cerca comunque di fare delle
cose “fighe” esagerate, per far si che il pubblico ne parli, di seguito troverete qualche
moderato SPOILER, ve lo dico così lo sapete…
C’è la lunga scena del gioco a quiz, introdotta dal
momento musicale delle canzoni australiane, perché l’esigenza di
sottolineare di Greg McLean è forte, anzi fortissima, quindi, per farci capire
che questo non è uno Slasher qualunque, ma uno Slasher australiano, ci butta
dentro quanti più clichè possibile sulla nazione dei Wombats.
Le canzoni australiane cantate dalla vittima, convincono
Mick Taylor a sottoporlo ad un quiz sulla storia dell’Australia, in cui la
prima risposta è “Billabong”… Giusto per farvi capire l’andazzo delle domande.
Quando la vittima scopre di essere un esperto di storia australiana (giuro, è il suo mestiere!) allora, ovviamente, il quiz si risolve
con lo scherzone, come se nessuno di noi avesse visto la scena iniziale di
“Scream” tanto per capirci…

“Facciamo il solito barba e capelli o diamo solo una spuntatina alla gola?”.
Ma dove Greg McLean sbraga completamente, è nella scena
dell’inseguimento, vittima sulla Jeep, Mick Taylor su un grosso camion. Tenetevi forte: mentre i due si inseguono a 200km/h, un branco di canguri in
CG, iniziano ad attraversare la strada buttandosi sotto le ruote del camion,
smaciullandosi sui parabrezza, mentre Mick Taylor grida “Welcome to
Australia Dickhead!”. Ne avete abbastanza? No? Bene allora vi dico che questa
scena, ha come sottofondo musicale…”The Lion Sleeps Tonight”.
Sul fatto che i canguri adulti stiano lontani dalla
strada, preferisco non dire, sennò faccio la figura di quello che fa la punta
ai chiodi…

Attenzione attraversamento Canguri in CG…
FINE SPOILER
Ora, io non so come si dica “Facciapalmo” in dialetto australiano, ma penso si dica Greg McLean.
L’unico dubbio che ho avuto è se McLean avesse avuto i
fondi da uno strambo Paese a forma di scarpa, per girare questo film, con la
clausola, devi ambientarlo in Italia. Cosa avrebbe fatto? Probabilmente pizze e mandolini che attraversando la strada si buttano sotto le ruote del camion con
il pomodoro e la mozzarella che si spiaccica sui parabrezza.
In soldoni, “Wolf Creek 2” è girato con mestiere,
intrattiene, truculento il giusto, cattivo senza nessuna inventiva, ma è un
film che è ancora fermo in mezzo a quell’autostrada australiana nel 2005, come un Canguro morto a bordo strada, ecco: “Wolf Creek 2” è un canguro
morto a bordo strada, non ho altro da aggiungere.
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