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Xenozoic Vol. 1 & 2: Cadillac e Dinosauri… Sono tornati!

Cadillac e dinosauri… frase che non mi ricordo, ma che parla di una
strada.
Una strada che nessuno sa se finirà…

Se vi
ricordate la frase mancante mi fareste un gran piacere, ma soprattutto: vuol
dire che probabilmente siete della mia stessa leva.
Fine anni ’80,
più probabile primi anni ’90, uno dei miei cabinati preferiti si chiama “Cadillacs
and Dinosaurs” è un picchiaduro a scorrimento laterale tipo “Final Fight” o “Double
Dragon”, passo ore appeso al joystick ci butto dentro un ragguardevole numero
di monetine, ma lo finisco in pochi giorni. Una figata! Ci sono tre personaggi
da scegliere: un tipo grosso, uno nero e una ragazza sexy con la camicia rossa
legata sopra l’ombelico, oltre ai brutti soggetti in stile Mad Max, ma menare. La variante è l’ambientazione da natura
selvaggia, in cui non mancano i dinosauri, dinosauri a frotte, a volte da
combattere a volte da evitare, ogni tanto, con la giusta combinazione di
(fortuna) tasti, spunta fuori una fiammante Cadillac rossa che ti porta fuori
da guai lasciando parecchie nemici a terra, questo spiega il titolo… A memoria
mia, uno dei giochi da bar più divertenti di sempre.



“Non ce la faccio, troppi ricordi” (Cit.).
Qualche tempo
dopo, non tanto credo, in tv passa una serie a cartoni animati, la sigla è
grossomodo quella che (cercavo) di canticchiare in apertura, riconosco subito
il legame tra il cartone e il videogioco, vi ho già raccontato di come nei primi anni ’90 i dinosauri dominassero la Terra più che nel Giurassico? Ecco, immaginate la reazione del me stesso
bambino di allora, già parecchio scimmiato per la questione dinosauri, che
scopre che esiste anche il cartone animato di quel fighissimo cabinato.
Avanti veloce,
saltiamo tutta la pubertà che è piuttosto imbarazzante e fa pure un po’ senso,
avanti avanti, ok ferma qui! Sono in coda alla fumetteria, aspetto di pagare,
faccio quello che faccio sempre mentre sono in coda alla fumetteria per pagare,
ovvero mi guardo intorno per non pensare a quanto sto per spendere, mi cade l’occhio
su un fumetto dal formato tipo bonelli, si chiama “Xenozoic”, ma il titolo del
volume è rivelatore: Cadillac e Dinosauri. Il cerchio è completo, spero nella Cadillac
rossa fiammante che piombando dal nulla mi salva, non arriva, quindi mi tocca
pagare. Poco male: il fumetto è un Capolavoro, chissà perché non avevo dubbi.

No sul serio, Cadillac e Dinosauri, trovatemi un accoppiata migliore di questa!
L’editore
Cosmo porta finalmente in questo strambo Paese a forma di scarpa, il capolavoro
di Mark Schultz che ha dato vita al mito di “Cadillacs and Dinosaurs”, ovvero “Xenozoic
Tales”. Bianco e nero, ragguardevole numero di pagine, comprende due volumi,
il primo intitolato appunto “Cadillac e Dinosauri”… A volte il mondo è un posto
davvero semplice.
Vol.1 – CADILLAC E DINOSAURI
A metà degli
anni ’80 molti fumettisti americani hanno cercato fortuna lontano dai supereroi che dominavano (e ancora dominano) il mercato, tra questi il talentuoso
Mark Shultz che lancia la sua pubblicazione a puntate “Xenozoic Tales” per
parecchi editori, prima per la rivista antologica “Death Rattle” per poi approdare
al classico formato comic-book per varie case editrici, tra le quali la Dark Horse.

Rifatevi un pò gli occhi sulle tavole del grande Mark Schultz.
Nel
ventisettesimo secolo, dopo una non ben precisata catastrofe, sicuramente
causata dall’uomo e dalle sue macchine, la razza umana è stata pesantemente
ridimensionata sia come numero che come tecnologia, i sopravvissuti dispongono
ancora di armi da fuoco, ma hanno dovuto adattare alle loro esigenze le rovine
del mondo antecedente al disastro, o per lo meno, tutto quello che non è stato
fagocitato dal ritorno in grande stile di Madre Natura che si è
prepotentemente ripresa oceani e terre emerse del pianeta, grazie alla razza che per intere Ere geologiche questo pianeta lo ha
dominato per davvero: I Dinosauri.


“L’Ordigno fine di mondo!” (Cit.).
Mark Shultz
crea un mondo che è un riuscito miscuglio di natura strabordante, selvaggia (e,
quindi, pericolosa) e scarsa tecnologia. Ad incarnare le due anime di questo
coraggioso nuovo mondo troviamo Jack Tenrec, soprannominato da tutti “Cadillac”,
per via del suo vasto parco macchine, interamente composto da vecchi bolidi,
riadattati per funzionare alimentati a ehm… Cacca di dinosauro, ma comunque ancora
rombanti. Se ci fosse qualche fan dei Rush che sta pensando a robe tipo “Red
barchetta”, tranquilli, siete liberi di esaltarvi!
Jack è un tipo
risoluto (ricalcato volutamente sul Duca John Wayne) che, escluse le sue vecchie
automobili, non vede tanto di buon occhio la tecnologia, il cui utilizzo
irresponsabile è stato la principale causa della catastrofe. In città, però,
arriva l’ambasciatrice della tribù dei Wassoon la splendida Hannah Dundee,
scienziata dal fisico che levati (ma levati proprio…) convinta della
possibilità di vivere tutti insieme pacificamente (dinosauri compresi) e dell’importanza
legata ai reperti tecnologici proveniente dal vecchio mondo… Insomma: gli
opposti che ovviamente finiscono per attrarsi, ma prima, a collaborare (volenti o
nolenti).

“Tu hai qualche idea?” , “Circondarli lo escludo” (Cit.).
Composto
inizialmente da storie auto-conclusive, ma sempre più legate tra loro con il
passare delle pagine, “Xenozoic” è un miscuglio narrativo molto coinvolgente,
la parola che sto per utilizzare è abusata (perché spesso impiegata a casaccio),
ma Mark Shultz fa un lavoro postmoderno incredibilmente riuscito, no sul serio
gente… Cadillac e dinosauri, riuscite a pensare ad un’accoppiatea più figa di
questa?
I punti
cardinali narrativi di Shultz sono molto chiari: il gusto per l’avventura e la
natura selvaggia proviene dai racconti di Edgar Rice Burroughs e da quelli di Robert E. Howard, qualche omaggio alla
serie B Hollywoodiana e ai fumetti della golden age, il tutto portando avanti
una storia coerente che si srotola sotto i nostri occhi un po’ alla volta, facendosi
largo anche lei tra la natura selvaggia, come vediamo accadere nel…
Vol.2 – I SIGNORI DELLA TERRA
Visto che
roba? Vi ho piazzato anche il titolo del secondo volume a tradimento tiè!
La missione
diplomatica di Hannah Dundee viene messa a dura prova. La fama di Jack Tenrec
lo precede e niente pare riuscire ad ucciderlo, anche se in tanti ci provano
(umani e rettiloni) e molti iniziano a considerarlo un rappresentate degli
Antico sangue, un gruppo discendente dagli abitanti del mondo pre-catastrofe,
possessori di arcane conoscenze. A complicare l’assunto ci pensa una vecchia
fiamma di Jack, la guardabile (pure lei) Dhalgren. Vuoi perdere l’occasione di
mettere i bastoni tra le ruote alla relazione, ormai sempre più evidente, tra Jack
ed Hannah?



Hannah e il suo costume da bagno in stile Xenozoico.
I disegni di Mark
Schultz migliorano letteralmente di pagina in pagina, basta guardare il modo in
cui Hannah viene disegnata nelle prime storie e nelle ultime: con occhi molto
più grandi e un look nei vestiti sempre più dettagliato. Ecco, proprio il
maniacale livello dei dettagli presenti nelle tavole di Schultz rendono la
lettura di “Xenozoic Tales” doppiamente spettacolare.
Qui, purtroppo,
il formato proto-Bonelliano dell’editore Cosmo non rende troppa giustizia alle
tavole di Schultz. Ok che di recente mi hanno installato dei nuovi occhi
bionici, ma per poter apprezzare a pieno i disegni, ho dovuto leggermi entrambi
i volumi con il naso affondato tra le pagine!



Un quantitativo di dettagli da far girare la testa ad un T-Rex!
L’altro
difetto grosso è che, purtroppo, “Xenozoic Tales” si conclude brutalmente. O
meglio: la storia è ancora in corso, solo che il suo autore, come dice lui stesso nell’intervista
contenuta alla fine del secondo volume, è in pausa dal 1993, quindi giunti alla
fine del secondo volume, proprio quando la storia è nel pieno del suo
appassionante svolgimento, si conclude lasciandoci tutti come i dinosauri
impegnati a guardare la grande cometa che li ha fatti sloggiare dal Pianeta…



Mark Schultz sa tirare fuori il meglio da carta, chine e matita.
Malgrado questo,
sono davvero contento di aver finalmente quadrato il cerchio iniziato nella mia
infanzia, appeso al joystick di un cabinato, anche l’anno scorso, guardando
quella mezza marchetta (ma fai anche completa…) di Jurassic World, mi sono ritrovato a pensare che piuttosto che fare
l’ennesimo sequel ricalcato malamente sull’originale, forse sarebbe stato
meglio annaffiare di soldi Schultz e portare al cinema il favoloso mondo da
lui creato sulla carta.
Ma forse è
meglio così, tra la tecnologia di Hollywood e la selvaggia bellezza dei
fumetti, forse è meglio lanciarsi
all’avventura tra le pagine. Se questa volta mi garantite quella famosa Cadillac
rosso fiammante come supporto, consideratemi pure della partita!
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