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Yoga Hosers (2016): C’era una volta Kevin Smith

Lo confesso
senza vergogna: ho sempre apprezzato i film di Kevin Smith, anche i più
stupidi, ma evidentemente ormai a Kevin Smith non piacciono più gli spettatori
cinematografici, almeno a giudicare dal secondo capitolo della trilogia di cui
nessuno sentiva il bisogno.

Che il regista
del New Jersey sia in rottura prolungata con il mondo del cinema, non lo
scopriamo certo oggi, è da tempi di “Red State” (2011) che il nostro è alla
ricerca di nuovi modi per distribuire, produrre e, forse, anche pensare al
cinema. Nel frattempo, oltre ai suoi storici compagni di cazzeggio, Smith
insieme a Ralph Garman ha lanciato Hollywood Babble-On, il podcast che di fatto
è la “stele di rosetta” per decriptare un film che sarebbe troppo facile etichettare
con un frettoloso “Smith si è fumato il cervello” che, poi, è anche la prima
cosa che ti viene in mente guardando “Yoga Hosers”. Trama e poi cerchiamo di
dire qualcosa di sensato su tutta questa stramba operazione.



Ecco, provateci voi ad essere sensati parlando di questi qua!

Ventidue anni
dopo “Clerks”, Kevin Smith torna ad occuparsi di commessi, non del New Jersey
ma di Winnipeg nel Canada, dove in un negozio molto simile a quello di Dante,
facciamo la conoscenza di Colleen M (Harley-Quinn Smith) e Colleen C (Lily-Rose
Depp), due ragazze di 15 anni (e mezzo) impallinate di Yoga, smartphone
dipendenti che spesso si prendono lunghe pause per strimpellare (dire cantare
sarebbe troppo) pezzi nel retrobottega con il loro batterista (Adam Brody).

La vita
prosegue con la solita routine, lezioni di Yoga con il maestro Yogi Bayer,
interpretato da Justin Long barbuto, per questa ragione si chiama come il
famoso orso fanatico di cestini da pic-nic, giusto per farvi entrare
nell’ottima dell’umorismo del film…



La meditazione, quella che vi servità per vedere questo film.

Un giorno a
scuola l’insegnante di storia (Vanessa Paradis) racconta il dimenticato
trascorso del partito Nazista canadese (Sigh!) e del suo carismatico leader
scomparso da decenni, ma il colpo di scena vero arriva quando durante il turno
di notte, le due Colleen dovranno vedersela con un attacco di “Bratzis” e qui
se non dovessi continuare con la descrizione alzerei le mani dalla tastiera per
posarmele sulla faccia in un doppio FACCIAPALMO. Diciamo solo che i “Bratzis”
sono dei bastardelli alti alcuni centimetri, dei salsicciotti umanoidi (!) con
elmo a punta germanico e casacca da Giubbe Rosse canadesi (!!) che oltre ad
essere interpretati dallo stesso Kevin Smith con uso di pesante make-up (!!!),
uccidono le persone infiltrandosi su per il… Non ce la faccio, vi lascio solo i
punti esclamativi (!!!!) e vado con il FACCIAPALMO doppio.

Kevin Smith nella sua migliore imitazione di Maurizio Costanzo.

Purtroppo, ‘sta
roba non è ancora terminata! Se le strambe salsicce, altrettanto grezze, ma
molto meno simpatiche di quelle di Sausage Party non bastassero, sappiate che compare anche in questo secondo
capitolo, il Detective Guy LaPointe (Johnny Depp truccato, ma dai? Johnny Depp
truccato? Non succede mai!) che aiuterà le ragazze nella loro indagine sul
malvagio Leader che ammorberà loro (e soprattutto noi spettatori) con le sue
imitazioni di Al Pacino e Arnold Schwarzenegger.

Vi giuro che non
ho toccato alcool o droghe per scrivere questo commento, il film esiste,
non me lo sono inventato!
Kevin Smith ha
davvero deciso di portare avanti la trilogia sul True North, anche se dopo il
primo capitolo, la stramba parodia dei body Horror con trichechi di Tusk, per me poteva restare
figlia unica. Il primo film nasceva chiaramente con intenti satirici,
no, non satirici, direi di pure cazzoneria, ma cercava comunque di giocarsi la
carta dell’empatia verso il protagonista, un modo per Smith di dare un colpo al
cerchio, uno alla botte ed un altro al tricheco, non so come si dica
“Paraculo” con accento canadese, ma avete capito il concetto.


“Oh Canada we stand on guard for thee…”.

Se non altro,
“Yoga Hosers” non ci prova nemmeno a fare qualcosa di anche solo minimamente
serio, i cattivi potrebbero dire che questo film è una pubblicità per le
protagoniste che sono rispettivamente la figlia del regista e la figlia
dell’unico attore davvero famoso del cast.

Affermare
questo, però, vorrebbe dire non avere familiarità con la filmografia di Kevin
Smith. Per il regista il cinema è sempre stato un affare di famiglia, fin dai
tempi del famigerato “Jersey Girl”, quello che per lo stesso Smith è stato il
suo primo (e davvero spaventoso) Horror.
Harley-Quinn
Smith e Lily-Rose Depp sul set si sono trovate circondate da mamma e papà
(anche la moglie di Smith fa una particina) nemmeno fosse la giornata
genitori-figli a scuola, il che non è un male, lo stesso Robert
Rodriguez ha fatto lo stesso per anni con l’infilata di film della serie “Spy
Kids”.



Chiamatemi antico, ma mi mancano Randal e Dante.

Di fatto, il
film è un Horror-Comedy dall’umorismo scatologico e i toni da cartone animato,
scritto e pensato probabilmente sotto l’effetto delle sostanze che una volta
venivano spacciate da Jay e Silent Bob e che, purtroppo, non risulta divertente
nemmeno nel caso gli spettatori si fossero davvero riforniti da Jay e Silent Bob
prima della visione.

Sì, perché i
soldi sono pochi, quindi, non si può fare davvero niente di che, allora Smith non
fa altro che far parlare i protagonisti per la maggior parte del tempo come nei
peggiori film Asylum, il che dà spazio ad un sacco di spazio a Johnny Depp
(MALISSIMO!) e a battute e battutacce sull’accento canadese, doppi sensi sui
castori (in Inglese “Beavers”, if you know what i mean…) e altre trovate del
genere.



Ai lati due aspiranti attrici, in mezzo un ex attore.

Prendere in
giro i Canadesi è considerato sport nazionale negli Stati Uniti, pensate pure a
tutte le gag di “South Park” sul tema, quello che trovo veramente fuori dalla
realtà è che uno del New Jersey, si diverta a prendere in giro chicchessia, se
non fosse per Bruce Springsteen, non ci sarebbe nulla da salvare nelle “Swamps
of Jersey”, è un po’ come se uno di Mestre prendesse per il culo uno che vive
nel Molise!

Inoltre, da
appassionato di fumetti, mi posso anche divertire a sentire le due Colleen che
fanno la loro imitazione del Batman Nolaniano, o lo scontro finale con il
(volutamente assurdo) cattivo che omaggia il combattimenti pop del Batman di
Adam West, quello che manca è proprio un’idea di film, anche nel modo di
assemblare le scene e il passaggio da una all’altra, ci sono dei problemi
visibili che non possono solo essere imputati ad un budget scarso.
Detto questo,
però, sarebbe come criticare Sharknado
perché ha una brutta fotografia o una sceneggiatura con dei passaggi poco
logici, le idee che popolano il film vengono quasi tutte dalle improvvisazioni
dei Podcast, fa ridere la battuta sull’uomo tricheco? Via facciamoci su un
film!



Stan “The Man” Lee, nella seconda comparsata in un film non Marvel di Smith.

L’idea di
Smith è di sbattersene completamente della vecchia distribuzione
cinematografica, producendo un film con un budget così ridicolo, che nel
momento stesso che arriva nelle (poche) sale disposte a distribuirlo, si è già
ripagato il costo di produzione, bisogna anche dire che alla sua uscita in
streaming su FlixFling, Yoga Hosers ha mandato in tilt il sito per eccesso di click,
di fatto il nuovo bacino di utenti dei film di Kevin Smith, sono i fan di Kevin
Smith che lo seguono sui social network e nei suoi podcast, non necessariamente
pochi, perché con due milioni e passa di “Amici” su Twitter, non rischi di non
trovare qualcuno che ti dica bravo.

Detto questo “Yoga
Hosers” è un bel film? A mio avviso assolutamente no, non è nemmeno una buona
pubblicità per lanciare la carriera di attrici della due protagoniste, quella
che se la cava meglio Harley-Quinn Smith (si ha chiamato la figlia come QUELLA Harley-Quinn, ma ben prima del film), resta comunque piuttosto impacciata, Lily-Rose Depp, invece,
mi sembra la prova che il DNA sa essere bastardo: ha ereditato gli zigomi a
punta del padre e le fronte alta della madre. Ennesima dimostrazione che la
genetica sa essere davvero bastarda!



“Parli te Cassidy che sembri l’anello mancante tra l’uomo e l’idiozia”.

Nel futuro di
Smith è previsto un ritorno ai personaggi della View Askew Productions, me lo
auguro, perché va bene il film con gli amici, va bene un film nato da una
cazzata detta con gli amici (in questo caso su Internet), posso anche sforzarmi
di trovare tutto questo in qualche modo nobile e divertente, il problema è che è
un po’ come passare la giornata a guardarsi l’ombelico, proprio perché mi
piacciono i film di Kevin Smith, mi sembra un grande spreco di tempo per
tutti.

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