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Young Ones: Anche io voglio il fucile di Michael Shannon

Avevo messo gli
occhi su “Young Ones” per quel suo misto di Western e Fantascienza, la presenza
di Michael “Capoccione” Shannon, era l’ultima spinta necessaria per convincermi
a vedere il film, che non sarà tutto pesche e crema, però ha il suo perché…

La frontiera
Americana, il sud ovest (West) della California, in un futuro imprecisato ma
non troppo lontano nel tempo. Non piove, non piove da praticamente sempre,
l’acqua è una risorsa rara in mano a criminali e multinazionali, la terra è
arida e sabbiosa, ma Ernest Holm (Michael Shannon) padre di famiglia e
agricoltore, è convinto che non sia sterile, suo figlio Jerome (Kodi
Smit-McPhee) gli crede e lo aiuta a portare avanti la sua causa, a casa, Mary
figlia arrabbiata (Elle Fanning) ci credo, provate voi a lavare i piatti con la
sabbia…per di più a mano, senza la lavastoviglie sareste arrabbiati pure voi.

La ragazza non
ha occhi che per Flem Lever (Nicholas Hoult, ve lo ricordate lo zombie di
quella porcata di “Warm Bodies”? ecco lui) ribelle motorizzato senza causa e dai
modi diretti.
Il padre
lavora duro e fa tutto quello che può per i figli, cercando di farsi perdonare
un passato da alcolista, che ha segnato la famiglia, ma soprattutto la moglie di
Ernest, ridotta ad un groviglio di fila che deambula a fatica nel vicino (Si fa
per dire) ospedale.



Ti va un goccetto Mike?
La prima cosa
da dire di “Young Ones” è che si tratta di un film esteticamente molto bello, è
impossibile non farsi tirare dentro dalla sua estetica riuscita, l’errore
sarebbe sperare in un “Mad Max” familiare, con l’acqua al posto del carburante,
e con Michael Shannon a garantire tutta la follia necessaria, in linea di
massima, Shannon è uno che quando deve fare il matto, lo sa fare alla grande
no?
Quindi
spazziamo subito via i dubbi, “Young Ones” non è un cazzuto film di genere
Western/Sci-Fi…peccato, assomiglia più ad un dramma, scandito da tre atti ben
distinti, ognuno con il nome di uno dei personaggi della storia. Struttura molto classica quindi, per una messa in scena di tutto rispetto.
Diamo due
coordinate, regista? Jake Paltrow fratello di Gwyneth, già regista di “The Good
Night” che non ho visto, ma il cast sembra interessante (Si, anche lì c’è la
sorellina Gwyneth), più famoso come assistente alla regia di Paul Thomas
Anderson, in effetti, la propensione al tradimento e al versare sangue (Altrui)
è in comune a quella dei personaggi di “Pitì” Anderson. Lo stesso “Young Ones”
procede per accumulo di tradimenti, tra tutti i protagonisti di questo dramma.

Ultimamente ci
sono parecchi film di fantascienza eticamente molto belli, ma con una storia
ridicola (Sto pensando a quella porcheria di “Oblivion”), “Young Ones” invece
abbraccia tutta un estetica Western inserendoci dentro elementi di fantascienza
originali e curati grazie a buoni effetti speciali, però poi procede
allontanandosi dal cinema di genere, il problema è che il ritmo rallenta, e c’è
una certa tendenza a fare il dramma familiare/biblico a tutti i costi, si
perché in pratica il film è popolato di Abramo che uccidono Isacco per rubargli
la terra, Jezabel che diventa mamma, e via dicendo…

Se riuscite a
digerire tutto questo (Non è pesante ve lo assicuro), troverete un film quasi
totalmente visivo, ad esempio, al minuto uno del film, Michael Shannon sfoggia
il fucile più figo che abbiate mai visto in un film, è una specie di carabina,
ma piegando il calcio in avanti, e utilizzando la seconda canna sottostante, diventa un
potente fucile a pompa calibro 12….figata!



Ha il calcio in noce, le canne di acciaio blu cobalto e un grilletto sensibilissimo.
A questo
aggiungete smartphone avanzatissimi e credibili come telefoni del futuro, e muli
meccanici fedeli alle leggi della robotica (centrali per la svolte della
trama), dal punto di vista della messa in scena del futuro, “Young Ones” fa un
lavorone, l’occhio di Jake Paltrow fa il resto, il ragazzo ha una certa
propensione ad innamorarsi di un inquadratura, e ad utilizzarla spesso, tipo il
primo piano sul protagonista, con lo schermo diviso a metà dalla canna del
fucile, una specie di simmetria centrale.

Chi ha detto simmetria centrale?
A mio avviso,
se Paltrow non avesse avuto per forza ambizioni autoriali (il film è passato al
Sundance e a Sitges, due festival opposti in pratica), questo storia, era
pronta per diventare un sanguigno film di genere, curatissimo e diretto molto
bene, purtroppo Jake Paltrow perde un po’ il fuoco della storia, ma perché sempre
queste ambizioni autoriali? un sano film di genere non ha mai fatto male a nessuno no?


Se vi va uno strano Sci-Fi/Western, con un tocco un po’ ricercato
questo film può fare per voi, in linea di massimo io preferisco cose più
grondanti sangue, ma va bene lo stesso. Poteva andare peggio…poteva piovere.


Pray for rain.
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