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Z-Nation – Stagione 1: Mi perdoni Padre perchè ho peccato…

Mi perdoni Padre perchè ho peccato.
Si dice così
in questi casi? E’ la formula giusta? No, perché non sono uno molto di chiesa,
anzi facciamo proprio per niente, mi spiace anche di aver spaventato la suora
all’ingresso, ho provato a spiegarle che non sono… Lucifero credo mi abbia
chiamato, ma non ho sentito bene, è corsa via urlando…

Però, comunque, Padre mi perdoni, sono un peccatore! Le donne nude? Ah, beh, sì ci penso sempre
alle donne nude sono un uomo, cavolo! Ma perché nella Bibbia c’è scritto che
“Non pensare alle donne nude?”… Davvero!? Pazzesco, non lo avrei mai detto. C’è
scritto anche “Non guardare brutte serie tv?”. No, perché sono colpevole anche di
quello Padre George, lo so, lo so, io ho seguito tutti i suoi sermoni, ma tutti
tutti, però alla fine il mio amore per gli Zombie mi ha indotto in tentazione,
devo confessare il mio orrendo peccato: “Ho visto tutti gli episodi di The Walking Dead!”. Ecco l’ho detto!
Lo so! Lo so
Padre è una cosa orrenda! Ma cosa posso farci? E’ stato più forte di me, tutti
li ho visti, TUTTI! Anche quello dove Beth e Daryl passano un’ora in un capanno
del bosco a bere e parlare di aria fritta! Sì, hanno fatto davvero una puntata
del genere, ma non si sono limitati questo, “I Camminamorti” hanno fatto anche
di peggio, il mid-season finale della quarta stagione e non mi faccia nemmeno
iniziare a parlare di Negan che ancora mi girano le palle



“Negan con la sua Lucille? Tzè… Dilettante!”.
Ho sbagliato
Padre, la mia anima è dannata ad un inferno televisivo di noia, ma posso
cambiare, ho visto la luce! Si è compiuto il miracolo! Ho visto la luce! Quella
luce si chiama Z-Nation!
Ero
recalcitrante Padre, per due ragioni fondamentali: la prima è che conosco bene
i tipi dell’Asylum e i loro compari di Sy-Fy, quindi so di cosa sono capaci, l’altra la presenza di Harold Perrineau, a proposito di tempo passato a
guardare serie tv pacco, basta vedere lui per ricordarmi sei anni di “LOST”.



“State indietro! Non è colpa mi se il finale di Lost fa schifo!”.
Alla fine, però,
mi sono convinto Padre, ho dato una possibilità alla serie e già al secondo
episodio mi ha conquistato, l’Asylum è talmente abituata a gestire dei budget
ridicoli, che alle prese con il normale quantitativo di denaro di una serie
televisiva, probabilmente pensavano di navigare nell’oro, poi la storia e i
personaggi funzionano, funzionano alla grande!
“Z-Nation”
inizia tre anni dopo l’Outbreak Zombesco, il soldato Harold Perrineau ha il
compito di portare un carcerato di nome Murphy in un laboratorio in California,
l’uomo è il paziente zero, nel suo sangue circola quello che potrebbe essere il
vaccino all’epidemia. La cosa spassosa è che la questione  Harold Perrineau viene archiviata presto, alla
faccia dei “Camminamorti” che se hanno mezzo divo famoso fanno di tutto per
tenerselo.



“Una pastiglietta di queste, e vedrai che non ti addormenti nemmeno guardano The walking dead”.
La patata
bollente di portare Murphy a destinazione finisce nelle mani di un organizzato
gruppo di sopravvissuti, che nel giro di due episodi prende già a coppini
sulla nuca lo sceriffo Rick e i suoi compari diversamente furbi. Basta dire che
la prima cosa che hanno e procurarsi il carburante, sei anni di The Walking dead e ancora rigano in SUV e Harley Davidson.
Ma sono
proprio i personaggi a fare la differenza, in questi lunghi sei anni di oblio
Camminamorto, mi sono ritrovato a pensare quanto sarebbe stato figo avere un
personaggio che tenesse il conto degli Zombie uccisi, per un po’ ho sperato che
fosse Morgan, almeno prima che diventasse un palossissimo moralista, invece “Z-Nation”
cosa fa? Sforna un personaggio come Diecimila, o 10K come preferisce Padre, un
super cecchino che sogna di uccidere diecimila Zombie e tiene il conto delle
uccisioni!



“Eroe non è la parola giusta, ma è la prima che mi viene in mente” (Cit.)
Il bello è che
dopo pochissimi episodi, ci si affeziona a tutti i personaggi, facendo davvero
il tifo per loro, 
Charles
Garnett e Roberta Warren al commando del gruppo e, diciamolo, Kellita Smith
potrebbe prendere a sberle Michonne, in qualunque giorno della settimana, con
una mano legata dietro la schiena!

Voglio già bene a questa banda di matti.
Addy e Mack
sono forti, così come Cassandra, anche se ho una predilezione per Doc, il
vecchio infermiere che più che somministrare medicinali, preferisce accumularli
da utilizzare per sballarsi, un grande! Ma il personaggio più rappresentativo è
il cittadino Z, unico superstite della base artica dell’NSA, che controlla dai
suoi monitor quello che resta di Internet e delle linee telefoniche mondiali.
Di fatto, una specie di angelo custode nerd che a tempo perso fa anche il DJ
radiofonico, infatti è interpretato da DJ Qualls, lo smilzo visto in mille film
scemi che qui si guadagna il ruolo della vita. Menzione speciale per Keith
Allan nei panni di Murphy, l’idea di rendere l’unica speranza dell’umanità, un
personaggio scorbutico, egoista e vigliacco è una genialata, eppure si finisce
per affezionarsi anche a lui, incredibile, ma vero.



Il mio nuovo DJ radiofonico preferito.
Capisce Padre,
“Z-Nation” è una storia on the road citando gli Yankee, dove i protagonisti si
imbattono in qualunque cosa, mercanti di armi, cannibali, sette religiose,
comunità formate da sole donne e scienziati pazzi e poi ci sono gli zombie! Zombie
per tutti i gusti, quelli lenti che camminano come vuole la tradizione, ma
anche quelli che corrono, in base alla “freschezza” della loro infezione, e dal
tempo passato da quando sono morti… Sì, la penso come lei Padre, fast zombies
sucks, però già solo per questa idea di combinare zombie veloci e zombie lenti,
“Z-Nation” ha contribuito all’iconografia degli zombie come “The Walking Dead”
non è riuscita a fare in sei stagioni!
Ed essendo l’Asylum,
poi, non mancano le idee folli e le autocitazioni, si va dal gruppo di non
morti gigante chiamati Z(u)nami, fino all’immancabile tornado condito di
cadaveri che prende il nome di Z-Nado, con tanto di scambio di battute “Cos’è
quello?” “Non sono squali”, ma francamente non mi aspettavo niente di meno da quei matti dell’Asylum!

Orda? Branco? Gregge? No… Zunami!
Sono
entusiasta Padre, “Z-Nation” è un bel viaggio attraverso l’America, tra la
fantastica scena della “Liberty Bell” di Philadelphia o il Monte Rushmore, ma
soprattutto ha un’anima Western che “The Walking Dead”, malgrado abbia uno
sceriffo come protagonista, ha del tutto perso. Basta guardare l’episodio in
cui Roberta Warren torna in sella, in una gran scena da pistolera, fino ad
arrivare alla fantastica sigla di testa della serie, che diventa un tormentone
da subito, Have mercy!! Pam-Pam-Pam! Oh oh, have meeeeerc… Scusi Padre non
canto più, mi sono fatto un po’ prendere dal racconto.
Inoltre, “Z-Nation”
fa ridere, fa ridere sul serio, perché i dialoghi sono ben scritti e non c’è
spazio per i tempi morti, tutti quei pipponi scritti con i piedi dei “Camminamorti”
qui non hanno cittadinanza per fortuna, qui i personaggi sono troppo impegnati
a combattere per piangersi addosso, il rapporto tra loro evolve e i personaggi
hanno degli archi narrativi coerenti, personalmente se metà del cast di “The
Walking Dead” dovesse morire malamente a questo punto non credo che farei una
piega, ma a questi matti di “Z-Nation” mi sono già appassionato.



L’unica legge che dovrete rispettare, è la legge di Murphy.
Come dice
Padre? Ho ancora speranza di salvarmi? Davvero?! Sì sì guardo dieci volte “La
notte dei morti viventi” e nove “Zombi”! Ma non dovrebbe essere una punizione,
no perché quello lo faccio sempre volent… Ok, ok Padre! Faccio come dice lei
senza discutere e beh, sì, poi certo, continuerò a guardare “Z-Nation” anche perché
dopo quel clamoroso finale di stagione, non vedo l’ora di iniziare la
numero due!


Padre George
mi scusi, ma sa che sta bene senza occhiali? Sembra più giovane… Ok, ok me ne
vado!



“Ah quel Cassidy, lo conosco da quando era alto così”.
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